Un bouquet di fiori di carta, è già primavera

Dal momento che mi piace il rumore che fa la carta piegandola, non vedevo l’ora di lavorarla per realizzare dei bouquet di fiori. Aspettavo il momento giusto.

Come tutte le forme d’arte, gli origami non amano la fretta e la corsa. Sono oggetti che vanno prima pensati, immaginati quasi per gioco e poi creati; si tratta di una sfida che nasce osservando le cose, alzando la testa e ammirando il bello che ci circonda. Proprio osservando un giardino ben curato mi è anche capitato di immaginare di utilizzare della carta a tinta unita per darle la forma di un fiore. Inizia cosi la creazione di adorabili, almeno per me, mazzolini di fiori colorati. I miei bouquet di fiori.

Partita dalle forme che già conoscevo, ho poi iniziato a piegare quelle rose che all’inizio del mio percorso con gli origami mi risultavano complicatissime: la rosa Jo Nakashima e la rosa Kawasaki.

Soprattutto la rosa Kawasaki necessita di mille pieghe, precise e complesse; il risultato finale è però stupefacente. L’artista che ha immaginato e realizzato poi questa rosa è un genio creativo.

Unendo il fil di ferro al fiore, mi piaceva l’idea di completare il lavoro ricoprendolo con un filato verde. I primi steli ricoperti da questo filato effettivamente rendevano il mazzolino più duttile del fil di ferro stesso. Al termine dell’intera prima giornata di fiori, il mio tavolo da lavoro era stracolmo di colori entusiasmo e primavera. Il mio obiettivo era proprio questo. Colorare e rendere originali i momenti di coloro che desiderano un prodotto curato e con stile. I mazzolini terminati sono accolti da un velo di tessuto non tessuto e non hanno assolutamente nulla da invidiare ai fiori freschi.

A loro favore c’è che durano tutto il tempo che vogliamo, non sfioriscono, non si essiccano e sono anallergici. Il loro valore dura per sempre.

Orecchini Kimono, in carta origami

Il tris di orecchini kimono, in carta origami, è nato dal desiderio di avere degli orecchini dalla forma allungata che richiamino il Giappone. Per questo sono partita dal kimono, che tutti conoscono, come l’indumento tradizionale giapponese costume nazionale del Paese del Sol levante. La storia del kimono, come per tutte le cose giapponesi, è ricca, profonda e mai banale.

Se in origine il termine kimono veniva usato per ogni tipo di abito in seguito è passato a indicare specificamente un indumento dalle linee dritte, che arriva fino alle caviglie, con collo e maniche lunghe. Le maniche solitamente sono molto ampie all’altezza dei polsi. Inutile dire che si tratta di abiti bellissimi, dai colori e dai disegni stupefacenti.

Cosi nasce l’idea dei miei orecchini origami, da quattro minuscoli fogli di carta chiyogami che formano i piccoli abiti tradizionali. Alla sommità ho inserito una perlina abbinata al colore della carta. La perlina dona un leggero sostegno anche all’orecchino stesso.

Mentre ritagliavo la carta mi è andato l’occhio nella scatola che contiene la matita e la colla e ho guardato con occhi diversi le piccole sfere in legno che avevo utilizzato per altri progetti. E’ nato cosi il terzo orecchino: può essere indossato sia come terzo che come secondo per chi ha solo un foro ad orecchio. In tante infatti mi avete chiesto perché tre orecchini, e tutte avete apprezzato molto l’idea.

Chi ha detto che gli orecchini si comprano al paio…?

Per decorare  le sfere ho utilizzato un altro tipo di foglio; si tratta della doratura con foglia similoro che necessita di tutt’altro tipo di lavorazione. Sono due strati di prodotto trasparente, e uno strato di foglia similoro.

Tutti insieme formano queste belle e splendenti creazioni che sono fatte con estrema pazienza e molto divertimento. Spero vi piacciano!