Un bouquet di fiori di carta, è già primavera

Dal momento che mi piace il rumore che fa la carta piegandola, non vedevo l’ora di lavorarla per realizzare dei bouquet di fiori. Aspettavo il momento giusto.

Come tutte le forme d’arte, gli origami non amano la fretta e la corsa. Sono oggetti che vanno prima pensati, immaginati quasi per gioco e poi creati; si tratta di una sfida che nasce osservando le cose, alzando la testa e ammirando il bello che ci circonda. Proprio osservando un giardino ben curato mi è anche capitato di immaginare di utilizzare della carta a tinta unita per darle la forma di un fiore. Inizia cosi la creazione di adorabili, almeno per me, mazzolini di fiori colorati. I miei bouquet di fiori.

Partita dalle forme che già conoscevo, ho poi iniziato a piegare quelle rose che all’inizio del mio percorso con gli origami mi risultavano complicatissime: la rosa Jo Nakashima e la rosa Kawasaki.

Soprattutto la rosa Kawasaki necessita di mille pieghe, precise e complesse; il risultato finale è però stupefacente. L’artista che ha immaginato e realizzato poi questa rosa è un genio creativo.

Unendo il fil di ferro al fiore, mi piaceva l’idea di completare il lavoro ricoprendolo con un filato verde. I primi steli ricoperti da questo filato effettivamente rendevano il mazzolino più duttile del fil di ferro stesso. Al termine dell’intera prima giornata di fiori, il mio tavolo da lavoro era stracolmo di colori entusiasmo e primavera. Il mio obiettivo era proprio questo. Colorare e rendere originali i momenti di coloro che desiderano un prodotto curato e con stile. I mazzolini terminati sono accolti da un velo di tessuto non tessuto e non hanno assolutamente nulla da invidiare ai fiori freschi.

A loro favore c’è che durano tutto il tempo che vogliamo, non sfioriscono, non si essiccano e sono anallergici. Il loro valore dura per sempre.